Nell’anniversario delle nostre amate Sorelle martiri di Alto Alegre

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Nell'anniversario del martirio delle nostre Sorelle di Alto Alegre, desideriamo pubblicare una lettera della Madre Fondatrice che così scriveva di loro.

 

V.G.M.G.F.

Genova, 30 marzo 1901

Rev.do Padre [Emanuele da Uboldo ofmcap],

            Oh sì, molte lacrime ho sparso e molte spargerò ancora sulla memoria di quelle mie care figlie e di quegli ottimi Padri caduti vittime dell'ingratitudine dei cabochi! Mi consolo che queste lagrime cagionate da un sì giusto dolore, saranno anche accette a Dio perché sono lagrime rassegnate.

            Dopo la notizia della dolorosa catastrofe, la mia povera testa non riposa più. Oh, quanti pensieri mi passano per la mente! Ora la mia immaginazione si trova a San Giuseppe [la Missione di Alto Alegre era dedicata a S. Giuseppe della Provvidenza ndA] in compagnia delle mie care figlie; ricordo i luoghi, la casa, la chiesa, i mesi passati in quella missione, le speranze che faceva concepire. Il povero Padre Celso che l'aveva incominciata lasciandovi la vita, se non martire di sangue, martire di lavoro, di pene e di abnegazione. Da un altro momento penso all'affetto che dimostravano i cabochi verso chi gli procurava tanti benefizi spirituali e temporali. Penso alla loro nera ingratitudine di osare di macchiarsi del sangue di tanti innocenti. Ma chi avrà voltato in odio l'affetto che i cabochi avevano per i missionari? Oh, qual sorte dovrà toccare a chi fu il primo a suscitare la persecuzione ed a lanciare il primo colpo!.. Mi fossi almeno trovata anch'io sul campo del dolore a morire con loro! Ma non fui degna di tanta grazia. Quando poi la mente si ferma a pensare che sorte di morte avranno subito, se i loro corpi sieno o no stati rispettati, la testa mi si perde...

            Oh, cari martiri, dico, voi siete in cielo, più non vi curate di queste cose, pregherete per noi, ma lasciate che piangiamo la vostra memoria che sarà sempre in benedizione.

            Oh, quante volte il pensiero vola al suo M.R. Padre Provinciale! Che dolore avrà provato e proveranno con lui gli altri RR. PP. della Provincia. Dopo tanti sacrifizi fatti per quella missione! e lo so dal compianto Padre Celso e dagli altri Padri che me ne parlarono tanto, vedersi già mancare tanti Padri che erano la speranza della missione e finalmente (o tremenda sciagura!) si sentono annunziare la perdita di quattro religiosi tutto in un colpo!..

            Che ne sarà ora di quei pochi cristiani buoni? Di quelle fan­ciulle? Sono battezzate è vero, ma saranno nuovamente ritornate in mezzo ai boschi e vivranno della primiera vita animalesca. Come sarà restata quella chiesa ove già si facevano tante funzioni religiose? Dove saranno quelle due cabochine che avevano ammesso alla prima comunione?

            Padre Rev.do, non la finirei più; m'accorgo che la mia fantasia lavora troppo, e faccio punto.

            Le sono grata che anche con noi abbia condiviso il dolore. Ho ricevuto la sua lettera e l'immagine. Quando avrà qualche notizia me la darà?

            Si ricordi nelle sue preghiere di chi, con ogni rispetto si dice della P.V.R.

Umil.ma serva

                   Suor M. Francesca di Gesù, Cappuccina

  

 
 
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