Santa Francesca Rubatto

 
 

La prima Beata dell'Uruguay


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E proprio in terra brasiliana, nella missione di Alto Alegre fondata dai Cappuccini lombardi, il 13 marzo 1901 subiscono il martirio, per mano di un gruppo di Indios, sette giovani Cappuccine che la Fondatrice aveva personalmente accompagnato lì nel 1899 perché si prendessero cura delle bambine orfane presenti nella missione. Madre Francesca muore a Montevideo il 6 agosto 1904 e là viene seppellita, secondo le sue volontà testamentarie, «in mezzo ai suoi cari poveri». La Chiesa l’ha riconosciuta Beata il 10 ottobre 1993, e nel febbraio 2020 papa Francesco ha riconosciuto con decreto la sua santità in seguito alla guarigione del giovane Jonathan Daniel Moris, avvenuta nel 2000, in Uruguay, per intercessione di madre Francesca. Purtroppo, per le misure anti-Covid, la canonizzazione è rimandata e non sappiamo quando avremo la gioia di proclamarla santa. Di lei è stato scritto che «diede al francescanesimo una versione femminile moderna» e ancora che «[in lei] si cela una figura tra le più grandi del francescanesimo femminile di oggi». Come san Francesco d’Assisi, Madre Francesca ha incontrato Cristo nei poveri e sofferenti, e ha fatto un’autentica esperienza di Madonna povertà. È stata una sorella tra le Sorelle, più che una madre fondatrice, e ha vissuto un tale profondo zelo missionario e desiderio di martirio, da esserne condotta al termine della vita consumata dalla carità e dall’amore per Gesù e per i poveri.

Anna Maria Rubatto nasce a Carmagnola (To) il 14 febbraio 1844. Rimasta presto orfana di padre e, a vent’anni, di madre, si trasferisce a Torino dove si dedica ad un’intensa attività di volontariato presso l’Ospedale del Cottolengo, gli oratori di don Bosco e la confraternita delle Dame di carità di S. Vincenzo.
Durante un soggiorno a Loano (Sv), nel 1884, passando presso un cantiere, soccorre e si prende cura di un giovanissimo manovale, ferito alla testa da una pietra caduta dall’impalcatura.
Questo delicato gesto di carità attira l’attenzione di un Cappuccino che da tempo progettava di istituire una Comunità religiosa femminile che si dedicasse all’assistenza dei malati e dei poveri a domicilio in quella cittadina.
Anna Maria, di fronte alla proposta di farne parte e divenirne guida, si sente combattuta, ma attraverso la preghiera, il consiglio di uomini di Dio e un’autentica volontà di mettersi a servizio del prossimo, alla fine dice il suo “sì” e, prendendo l’abito religioso delle Terziarie Cappuccine, diviene sr. Maria Francesca di Gesù, il 23 gennaio 1885.
Il fuoco di carità verso Dio e verso i fratelli che ha nel cuore, la porta in breve tempo a diffondere la presenza delle Sorelle Cappuccine non solo in Italia ma anche in America Latina, in particolare in Uruguay, Argentina e Brasile.
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