La Rete Educativa Cappuccina della Rioplatense

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La RECAR è l’acronimo di Rete Educativa Cappuccina Rioplatense ed è composta da Suore e laici che hanno la responsabilità di guidare l’educazione delle undici scuole della Regione Rio de la Plata delle Suore Cappuccine di Madre Rubatto. Nella Regione Rioplatense abbiamo undici centri educativi che cercano di operare in sintonia, come un unico organismo, come comunità di comunità che, oltre alla formazione scolastica e all’appartenenza alla Chiesa cattolica, cerca di essere uno “spazio di relazione in cui è possibile vivere nella contemplazione unificante di Dio nel quotidiano”.
Da molti anni a febbraio organizziamo l’incontro dei Direttori delle Comunità Educative della Regione Rioplatense a cui prendono parte, oltre alle nostre Suore, i Direttori, gli Amministratori, i Rappresentanti legali e i Coordinatori della pastorale. L’intento di questi incontri è di accompagnare la vita delle comunità educative alla ricerca di alternative possibili per abbracciare lo stile di vita e di educazione a partire dalle Linee-guida dei Centri Educativi Francescani Rubattiani.
La situazione pandemica di quest’anno ha fatto sì che il consueto incontro non potesse avvenire a febbraio, perciò il 3, 4 e 5 agosto scorsi, siamo stati convocati dall’ERPP (Équipe di Riferimento Pedagogico Pastorale, composta da laici e Suore) per trovarci virtualmente. Un tempo d’incontro attraverso la sfida della virtualità, che tuttavia non ci ha fatto rinunciare all’incontro con l’altro, dal punto di vista umano, dove sempre si sperimentano atteggiamenti di aiuto, sostegno, comprensione e vicinanza. Questo ci motiva a ci spinge a cercare momenti di preghiera, spazi di formazione e costruzione collettiva per avanzare verso l’orizzonte di una fraternità educativa che, nello stile di Gesù e della Beata M. Francesca, contribuisca alla costruzione di un ambiente più giusto, inclusivo e trasformante.
Proprio quest’anno il Papa ci ha donato una lettera, “Fratelli tutti”, dove, rimandando all’esperienza spirituale di san Francesco, ha voluto rivolgersi a tutti i fratelli e sorelle per proporre un modo di vivere dal sapore evangelico dichiarando ‘felice’ chi ama l’altro «sia quando è lontano che quando è presente…».
In questo anno speciale, la RECAR si è concentrata sull’incontro dei membri di tutte le équipes direttive per sentirsi comunità unita, corpo congregazionale… Si è sviluppato un lavoro contestualizzato in cui si sono affrontati temi di formazione cruciali per la realtà odierna con una particolare attenzione alla situazione pandemica che l’umanità sta vivendo. Da lì si è creato uno spazio di cura della persona e sono state avanzate proposte che rendano più forte il lavoro professionale nonché la maturità umana dei direttivi. Oltre ai diversi strumenti e strategie per educare, si sono sottolineati tre aspetti fondamentali che devono essere presenti nei curricula: l’Umanizzazione, la Professionalizzazione e l’Istituzionalizzazione, tutti con carattere di trasversalità.
Ora le RECAR devono adattarsi alla situazione, ma il desiderio dei suoi membri di abbracciarsi continua e cresce. La nostra Madre Francesca ci ama e ci aspetta ogni giorno, aprendoci Lei stessa un cammino per andare incontro alla vita nuova, con forza e amore oltre ogni cosa, valorizzando questi spazi d’incontro, di preghiera, di formazione e premura gli uni verso gli altri.
Continua così la sfida di adattarsi ai cambiamenti, sapendo che sta a tutti scongelare gli schermi, far ripartire la corrente dell’amicizia e dell’affetto, far parte della grande famiglia di Santa Francesca Rubatto, con entusiasmo ed impegno, consapevoli che il prossimo anno ci debba trovare intenti a costruire i suoi sogni, che sono nostri.
Realizzare un mondo più fiducioso e pieno di speranza, che ha bisogno di tanto incoraggiamento e cura, con lo sviluppo positivo delle emozioni per trasformarci in un “porto sicuro” per i nostri fratelli e sorelle.
La sfida è quella dell’adattamento, pur nella fedeltà alla nostra identità di scuola cattolica. La scuola cattolica, per vocazione dalla missione ricevuta da Cristo nella Chiesa, deve assumere una chiara identificazione evangelizzatrice, cioè dedizione ad una precisa azione pastorale educativa il cui fondamento è il Signore.
Pertanto, l’adempimento di questa missione richiede un’incessante predisposizione a migliorare sia la qualità pedagogica che la profondità della testimonianza evangelizzatrice.
Grazie mille a tutti quelli che hanno fatto e reso possibile e vivibile quest’esperienza!

 
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