La Grazia del Martirio e della Gloria

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La Grazia del Martirio e della Gloria

13 marzo 1901-2024

Carissimi fratelli e sorelle laici Rubattiani,

a distanza di molti anni, non possiamo dimenticare il martiro vissuto dalle nostre sorelle in Alto Alegre (Brasile). Martirio che la stessa Fondatrice, martire di carità, visse nel cuore ritenendo di non esserne stata degna di viverlo anche lei con le sue figlie. Sappiamo bene come dopo il cielo, questa missione della foresta Amazzonica, stava a cuore a Madre Francesca, perché lei stessa aveva accompagnato con non poche fatiche e viaggi avventurosi, a cavallo,  barca… senza  più nulla (avevano dovuto lasciare anche i bauli…) quelle 7 giovani suore, ricche di Gesù e abbandonate alla sua volontà, di cui la più grande aveva solo 27 anni. Con loro, la Fondatrice quasi come profezia, prima di partire aveva fatto fare l’offerta della vita che accettarono con grande fede.

Carissimi fratelli e sorelle, attraverso l’intercessione di queste nostre martiri, chiediamo al Signore che ci doni la grazia di capire la grandezza del “Battesimo di sangue” che ha irrorato, il nostro Istituto e la Chiesa stessa, arricchendoli di vita e benedizioni. Infatti il sangue dei martiri, “primizia del secolo” come disse il Papa, subito “come grano nel suolo” (Gv. 12,24) fu fecondo; dal loro martirio nacque una nuova Famiglia religiosa nella Chiesa. A queste sorelle, martiri di Cristo, affidiamo tutti i cristiani perseguitati perché possano essere fedeli a Dio fino alla fine e, anche  i loro persecutori perché si convertano.

Carissimi, a loro  vere missionarie, che hanno saputo donare la vita, come Gesù al Padre: “non c’è amore più grande di questo dare la vita per gli amici”(Gv. 15), voglio affidare, con tutte le nostre missioni, in particolare quella nuova dell’Indonesia affinchè le sorelle che vi andranno possano, secondo il desiderio della Madre, essere vere Apostole di grazia e di salvezza in mezzo a questi nuovi popoli dove il Signore ci chiama.   Le nostre sorelle martiri ci aiutino ad essere sempre e ovunque, dove Dio ci ha seminato, strumenti di pace; sentiamole al nostro fianco per superare ogni prova che la vita  riserva o ci si presenta perché “abbiamo ricevuto il centuplo insieme a persecuzioni e alla vita eterna” (Mc 10,28).  Grande desiderio di Santa Madre Francesca, dopo il Paradiso, era vivere in questa missione perché conosceva bene la necessità di una presenza amorevole in mezzo a questa povera gente e alle piccole “cabochine” da educare. Sì, con lei, possiamo veramente dire che la nostra Comunità ha avuto la grazia del martirio, la grazia di testimoniare con il prezzo della vita, la fede in Dio, ma nella certezza che nulla ci separerà dall’amore di Cristo. Tutta la Comunità credente di Alto Alegre (frati, suore e fedeli) fu colpita perché cristiana, e perché erano “una cosa sola con Cristo” (Gv. 15), fondata sulla roccia, così che il maligno era invidioso del bene che si stava facendo.

Carissimi, siamo certi che Gesù avrà accolto queste nostre sorelle con queste parole:  “venite benedette dal Padre mio…” (Mt 25) e che ora vivono con Lui in eterno. La loro preghiera, nella comunione dei santi, ci ispiri ad amare sempre più Dio, faccia germogliare altre suore come queste che ricevettero tanta grazia (Cost. 79), ci doni la gioia di appartenergli e la forza della testimonianza evangelica. Chiediamo per chi partirà: “la santa umiltà, il vero distacco e lo spirito di sacrificio per andare col puro fine di lavorare a gloria di Dio, per la propria santificazione e quella dei fratelli” (Lett. MdFr 65).

Ora queste nostre sorelle che vivono nel Regno dei cieli, ci illuminino sulla “sapienza della Croce” per giungere a gustare la bellezza della Resurrezione. Chiamati come loro a dare tutto, a farci pane spezzato e vivere in obbedienza al Padre come Gesù, condotti dall’amore, con semplicità, abbandoniamoci nelle mani di Dio. Buona continuazione della quaresima!

                                                                                     Suor Loredana Tiraboschi
Roma, marzo 2024                                                       Superiora generale

                                                                           

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