La devozione alla Madonna



Madre Francesca nutriva una profonda, genuina devozione alla Madonna, più frequentemente nei suoi scritti chiamata SS.ma Vergine e soprattutto legata al mistero della Sua Immacolata Concezione. Questa devozione così spiccata sul mistero dell’Immacolata Madre Rubatto l’ha nutrita fin da giovane nel suo paese natale, Carmagnola, dove la pietà era eminentemente mariana. I Carmagnolesi infatti vene­rano la beata Vergine nel mistero della sua Concezione perchè liberò per due volte il popolo dalla peste negli anni 1522 e 1630. Tuttavia la singolarità della sua venerazione e fiducia nei confronti della Madre di Dio è quella di invocarla con i tanti titoli a Lei attribuiti in relazione alle situazioni. E così avviene che la Madonna bambina sia protettrice delle bambine (cfr. MFR Lett. 109); la Madonna della salute e quella di Lourdes è la destinataria delle richieste di guarigioni fisiche (cfr. MFR Lett. 149; 192); la Madonna del Buon Consiglio nei dubbi e nelle scelte importanti (cfr. Summ. § 955); la Madonna della Provvidenza a cui rivolgersi perchè provveda alle necessità materiali; l’Immacolata, Patrona dell’Ordine francescano, a cui affidare le novizie all’inizio del loro ingresso nella vita religiosa, ma anche la Madonna del perdono, la Madonna del Carmine, la Consolata (una riproduzione del cui quadro, tanto venerato nel Santuario della ‘sua’ Torino,  aveva in cella), ecc. Sono tutti aspetti che denotano non un vuoto devozionalismo, bensì una relazione personale tanto da rendere partecipi i Santi della semplice, faticosa, prosaica vita quotidiana, con tutte le sue vicissitudini e difficoltà, per avere aiuto, protezione, conforto, sostegno dal Cielo. In Madre Francesca anche la ricerca delle vie di Dio vissuta nella fede, è calata in una realtà inevitabile e che richiede tutta l’attenzione e la presenza di cui Lei, come credente, è capace.

Dalle Lettere di Madre Francesca Rubatto (Genova, 1995)

 

[…] che mi risponde per quanto le chiesi nell’ultima mia riguardo a Suor Caterina? Povera figlia (…) ho sempre ferma speranza e confido che la Madonna di Lourdes me la farà guarire. (MFR Lett. 192)

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Vi saluto tutte di cuore, vi porgo anche tanti saluti da parte di tutte queste vostre care sorelle. Gesù e la SS.ma Vergine Maria vi assistano e vi benedicano. (MFR Lett. 416)

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Vi prego di dirmi un’Ave Maria alla SS.ma Vergine. (MFR Lett. 425)

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Mi dispiace tanto che il carissimo infermo sia sempre così sofferente. Abbiamo pregato, e continueremo a pregare, che la SS.ma Vergine, in questo mese a Lei sacro, gli ottenga di ristabilirsi in salute (MFR Lett. 449)

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Continuate a migliorare e crescete in bontà e saviezza, e la SS.ma Vergine, nostra celeste Madre, vi protegga e vi benedica. (MFR Lett. 470)

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[…] Bisogna vi dica la verità, o il mio sentimento schietto, non eravamo d’accordo nel chiedere alla Madonna la grazia: chiedevo il contrario e speravo fosse dato il mio incarico ad altra che potesse disimpegnarsi a maggior profitto della Comunità; non già ch’io non volessi faticare e prestarmi per esser d’aiuto alle mie Sorelle, ma perché sento troppo il peso e la responsabilità della mia missione. Non ebbi mai la volontà d’esserne a Capo, tanto meno ora che sono vecchia. (MFR Lett. 212)

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Pel suo onomastico Le mando la Madonna della Consolata, queste poche immagini (MFR Lett. 255)

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Voglia la Vergine SS.ma guardarlo per l’avvenire da questo e da ogni altro male e le conceda un buon viaggio. (MFR Lett. 303)

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[Vi] mando il libretto della Madonna degli infermi. Pregatela che, se è pel bene dell’anima vostra e di gloria del suo Divin Figlio, vi faccia presto guarire. (MFR Lett. 415)

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Vi saluto tutte di cuore, vi porgo anche tanti saluti da parte di tutte queste vostre care sorelle. Gesù e la SS.ma Vergine Maria vi assistano e vi benedicano. (MFR Lett. 417)

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Non potendo per le mie occupazioni scrivervi due righe a tutte, vi mando un’immagine a ciascuna e vi prego di dirmi un’Ave Maria alla SS.ma Vergine. Di cuore vi saluto, tutte. (MFR Lett. 424)

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Mi dispiace tanto che il carissimo infermo sia sempre così sofferente. Abbiamo pregato e continueremo a pregare che la SS.ma Vergine, in questo mese a Lei sacro, gli ottenga di ristabilirsi in salute, e saremo ben liete se potremo sapere che sono state esaudite le preghiere che tante anime buone assoceranno alle nostre. (MFR Lett. 449)

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Continuate a migliorare e crescete in bontà e saviezza, e la SS.ma Vergine nostra celeste Madre, vi protegga e vi benedica. Vi sa­luto tutte con affetto, e alla benedizione della SS.ma Vergine unisce pure la sua, chi si dice di voi, carissime alunne, aff[ezionatissi]ma nel Signore. (MFR Lett. 470)

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Oh, di quanti momenti preziosi si sarà privato per scrivermi una sì lunga e graziosa lettera proprio il giorno della Madonna del perdono! Così spero che il giorno della SS.ma Vergine e della commemorazione del Padre San Francesco, mi avrà perdonato ed avrà dimenticato tante mie involontarie mancanze verso di Lei commesse. (MFR Lett. 471)

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Sì, figlie carissime, continuino a mantenersi buone, e la Vergine SS.ma nostra celeste Madre, la quale tanto prego per loro […], le benedirà e benedirà le loro care famiglie. (MFR Lett. 488)

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Vi saluto tutti con tutto il cuore, dite un’Ave Maria alla Vergine della Consolate per me (MFR Lett. 783)

 

DALLE TESTIMONIANZE DEL PROCESSO DI CANONIZZAZIONE

 

Particolare devozione aveva la Serva di Dio alla Vergine ed ai Santi, come unanimemente riferiscono i testi.

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In merito don Angelo Vanessa, così ha dichiarato: «Aveva una speciale devozione alla Madonna della Provvidenza alla quale attribuiva lo speciale aiuto alla sua Congregazione» (Summ. § 278). E’ noto che “recitava per intero tutti i giorni il S. Rosario, la Corona francescana e la coroncina dell’Immacolata, molte giaculatorie” (Summ. § 480).

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Aggiungiamo che “aveva pure molta devozione alla Madonna e ci esortava ad essere devote e pregare la Madonna del Buon Consiglio” «Onde non avessimo a sbagliare» (Summ. § 955). Conferma, suor Maria Gaetana di S. Biagio, dicendo: «Le speciali devozioni che notavamo in lei erano quelle al SS.mo Sacramento, alla SS.ma Vergine Immacolata ed a S. Giuseppe» (Summ. § 16. Concordano i testi ai §§ 761, 787, 831, 866). (p. 33);

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[Ad. 35] Aveva una devozione speciale alla Madonna della Provvidenza alla quale attribuiva lo speciale aiuto alla sua Congregazione. (p. 169);

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[§ 329] La Madre si manteneva sempre serena e quando vedeva qualcheduna di noi più afflitta (…) diceva: «La Provvidenza di Dio è grande, il Signore ci aiuterà, state buone, pregate il Signore, la Madonna e S. Giuseppe». (p. 192)

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[§ 989] Era molto devota della Madonna [e] seppi da Suor Veronica che durante un viaggio di mare successe una grave burrasca. Il capitano della nave si rivolse alla Madre ed essa lo tranquillizzò pregando la Madonna (p. 439)

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[§ 375] Quando si trattava di fondare qualche Casa si consigliava col suo Direttore, colle sue Assistenti, pregava e faceva pregare. Molte volte mi disse: «Dite il Veni Creator, pregate la Madonna del Buon Consiglio per me», e qualche volta aggiungeva: «per la fondazione di qualche Casa e per i bisogni della comunità». (p. 203);

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[§ 787] Per la Madonna, che chiamava la «Purissima», voleva che al sabato si facesse tutto in ossequio a Lei. (p. 345)

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[§ 725] Era anche devota della Madonna, recitava il Rosario, e aveva sempre in bocca la giaculatoria: «Vergine Maria, Madre di Gesù, fateci sante», che aveva imparato al Cottolengo e ci esortava anche noi a ripeterla spesso. (p. 324)

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[Ad. 22] Non fu sforzata da nessuno a farsi religiosa (…) Chi la consigliò e le diede aiuto fu il P. Angelico da Sestri Ponente (…) dei Cappuccini di Loano, il quale la consigliò a recarsi in questa Città per la fondazione della Congregazione e a tale scopo le inviò una lettera con tre immagini: una del S. Cuore, l’altra della Madonna e la terza di S. Francesco e in essa le diceva che era volontà di Dio che si recasse a Loano. (pp. 208-209)

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[Ad. 39] L’amore del prossimo fu la caratteristica della sua vita (…) Ricordo che quando andava ad assistere gli ammalati, quando si trattava di qualche vecchio ci diceva: «Immaginate di assistere S. Giuseppe», e così se si trattava di donne: «Figuratevi di assistere la Madonna» (…) Questi suggerimenti ci elevavano a pensieri soprannaturali e ci infondevano forza e coraggio per affrontare qualsiasi difficoltà. (p. 214)

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[§ 476] Era la festa della Madonna del Carmine, della quale si faceva festa nella parrocchia vicina. Sentendo io sonare la campana della Messa pregavo la Madonna di voler guarire la nostra Madre ed offrii a Dio la mia vita per lei. Pregavo forte ed essa disse: «La Madonna non ha bisogno della vostra offerta per farmi guarire, se è sua volontà io guarisco, altrimenti me ne andrò in Cielo, ove pregherò per tutte voi» (p. 237)

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[§ 482] Nell’ultima sua malattia essa si abbandonò nelle braccia di Dio, invocava spesso la Madonna e diceva: «Vergine Santissima, mi affido a voi, lascio le mie figlie sotto il Vostro Manto». (p. 239)

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[§ 653] Quando poi spiegava il catechismo lo faceva con convinzione e cercava di inculcare nell’animo dei ragazzi la fede e diceva: «Quando nella vita vi troverete in grande pericolo rivolgetevi al Signore e alla Madonna ed essi vi assisteranno» (p. 299)

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Prima di qualsiasi fondazione essa pregava e faceva pregare la Madonna e San Benedetto perché benedicesse l’impresa e il luogo dove si andava a lavorare. Grazie a Dio l’esito era sempre buono.

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Ricordo che nell’ultimo viaggio che feci con la Madre per l’America abbiamo avuto una furiosa tempesta nell’atlantico, era durata ventiquattro ore. Il capitano diceva che non aveva mai vista in vita sua una tempesta simile: la nave faceva acqua da alcune parti, alcuni religiosi gesuiti si affannavano ad assolvere in massa i naviganti, dato il grave pericolo, e i marinai si affannavano a chiudere le falle e buttare in mare l’acqua. Ad un certo punto il capitano avvicinatosi alla Serva di Dio le disse: «Non c’è più speranza, se non ci salva Dio con un miracolo siamo perduti.» La Madre lo rincuorò dicendo: «Abbiamo fede in Dio e nella Vergine del Carmelo che è venerata nella cappella della nave, non ci capiterà nulla di male e ci salveremo». Infatti la tempesta cessò e la nave potè finalmente raggiungere l’America” (Summ. §§ 763-764).

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Voleva che non lasciassimo mai l’Ufficio della B. Vergine e le altre preghiere dell’Istituto e dovendo andar via faceva adempiere l’obbligo della preghiera. (Summ. § 401).

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Ad 9 (Proc. fol. 188) Possedeva una fede incrollabile ed una sviscerata devozione per il SS.mo Sacramento e la SS. Vergine.

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Aveva una speciale devozione a S. Anna della quale da secolare portava il nome, e alla SS.ma Vergine Immacolata (Summ. § 480).

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Nell’ultima sua malattia essa si abbandonò nelle braccia di Dio, invocava spesso la Madonna e diceva: «Vergine Santissima mi affido a voi, lascio le mie figlie sotto il Vostro Manto» (Summ. § 482).

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Era devota della b. V. Addolorata […]. Un Venerdì santo, a Genova, ci portò in sacrestia ove aveva fatto apporre un quadro dell’Addolorata dicendo: «Andiamo a consolare e a tenere compagnia alla Vergine Addolorata che ha perduto il suo Divin Figlio» (Summ. § 559).

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Aveva una speciale devozione […] alla B. Vergine Immacolata, in onore della quale ancora giovanetta aveva fatto voto di osservare la vigilia, cibandosi soltanto di una zuppa di verdura con due fette di pane, senza alcun condimento, e l’osservò per tutta la vita prendendo quel po’ di cibo in ginocchio colla testa sotto la tavola e il piatto per terra (Summ. § 654).

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Era devota della Madonna, recitava il Rosario e aveva sempre in bocca la giaculatoria: «Vergine Maria, Madre di Gesù, fateci sante, provvidenza di Dio provvedeteci, Maria Santissima soccorreteci!» che aveva imparato al Cottolengo, ed esortava anche noi a ripeterla spesso (Summ. § 725) […] Noi abbiamo un manuale di preghiere compilato da M. Angelica [Pisano, II Madre generale], e riteniamo che essa abbia ivi raccolto le devozioni della Madre. Una preghiera proveniente dalla Madre è la recita di una coroncina ogni giorno alle 10 durante il lavoro, composta della giaculatoria: «Vergine Maria, Madre di Gesù, fateci sante», ripetuta dieci volte, terminando col PaterAveGloria. Le Suore dicono che questa giaculatoria l’abbia presa dal Cottolengo. (Summ. § 1015).

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Quando sentì aggravarsi il suo stato andò preparandosi alla morte e si raccomandava alla Vergine Consolata, il cui quadro aveva in cella (Summ. § 777).

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