Alto Alegre: 125 anni dopo…. (per le Suore)
10 Marzo 2026Archivio Storico: uno sguardo alle carte in occasione dei 125 anni del Martirio di Alto Alegre
13 Marzo 2026
Alto Alegre: 125 anni dopo…
Calvario e Tabor

Memoria delle nostre sorelle
Missionarie martiri
13 marzo 1901-2026
Carissimi Laici Rubattiani, fratelli e sorelle,
il 13 marzo, per noi è una data che non possiamo dimenticare, è un giorno glorioso perché bagnato dal sangue delle nostre care martiri di Alto Alegre (Brasile). Queste nostre sorelle, dimentiche di sè e piene di dedizione per il Regno di Dio, sono state autentiche lavoratrici del Vangelo che hanno suggellato con il sacrificio della vita, il grande amore per le anime, che Madre Francesca aveva instillato nei loro giovani cuori, insegnando loro con bontà ad essere Apostoli lungimiranti e vere missionarie.
Generose pellegrine di amore e virtuose messaggere di Dio, sono partire facendo l’offerta della loro vita a Gesù. Dopo 54 giorni di viaggio a cavallo (viaggiando anche 10 ore al giorno), tra dirupi e foreste giunsero…senza nulla (i bauli non arrivarono mai) ma accolte con gioia, come una benedizione, sia dai padri Cappuccini che dai fedeli della missione: “Benedetto chi viene nel nome del Signore”. Subito, con la Madre si misero ad accogliere e seguire con amore materno, le fanciulle, lavorando il loro cuore.
Madre Francesca, nonostante un braccio
dolente e un forte mal di testa, aprì subito anche un laboratorio di cucito. Queste nostre sorelle, con umiltà francescana e grande generosità, si sono chinate subito sulle miserie umane attingendo forza dalla preghiera: “che bella Chiesina abbiamo… è tutta la nostra consolazione, il nostro conforto, il nostro piccolo mondo” (Lett MFr 87).
In Alto Alegre, sr. Eleonora, sr. Eufemia, sr. Agnese, sr. Maria, sr. Benedetta, sr. Natalina, Sr. Anna Maria nonostante la povertà che vi regnava, si volevano bene come angeli, erano segno di una carità che già rivelava il cielo…erano fervorose, umili, pronte ad ogni sacrificio. Oltre la partenza della Madre che le aveva accompagnate, vissero subito la dura prova e il dolore della morte di P. Celso, un grande santo missionario Cappuccino che, con un atto di fede eroica donò la sua vita a Dio, in cambio di quella di fra Salvatore, che si era ammalato gravemente.
Dopo Dio, e il Paradiso, Madre Francesca aveva a cuore questa missione …qui la Madre sarebbe tornata subito …disse che non fu degna del loro martirio…queste 7 giovani suore, l’hanno lasciata presto, aspettandola in cielo.
Carissimi, queste sorelle, sono le nostre “protomartiri”, sono andate subito incontro allo sposo. Tutta la piccola colonia (frati, suore e fedeli), dopo aver contribuito a dilatare il Regno di Dio, fu unita anche nel martirio di sangue a gloria di Dio, gli indi distrussero e saccheggiarono tutto. Era una missione che prosperava, e promuoveva le persone, il demonio voleva soffocare quella grande luce di Cristo che questi ferventi missionari avevano portato; ne era invidioso perché la gente era felice di conoscere Dio.
Alto Alegre è il nostro Calvario, la Madre, come la Vergine Addolorata, visse un’inesprimibile tristezza, il cuore le sanguinava, il dolore era immenso per questa indimenticabile missione, per avere pace offrì tutto a Dio: “chiniamo la testa e adoriamo gli imperscrutabili disegni di Dio rassegnandoci alla sua SS.ma volontà” (Lett MdFr 111).
Anche Papa Leone XIII, le chiamò: “le primizie del secolo”. Questo battesimo di sangue sparso per la fede è ancora oggi sorgente di benedizione per l’Istituto. Donare la vita è sempre una grazia e una fecondità, perciò questa terra brasiliana è anche il nostro Tabor, rivelazione della luce della sua gloria.
Rallegriamoci, perché grande è la loro
ricompensa, siamo certe che queste nostre sorelle martiri hanno già ricevuto la corona della gloria eterna che non appassisce; vivono già con Cristo, in attesa della Resurrezione.
A noi oggi, forse non sarà chiesto il martirio di sangue, ma quello quotidiano della carità sì, come lo visse anche la Madre Fondatrice.
Ora chiediamo al Signore che, per loro intercessione, invi ferventi vocazioni missionarie al nostro amato Istituto, per poter continuare a diffondere la buona Novella del Vangelo, in tutto il mondo, come voleva Madre Francesca.
Roma, marzo 2026
Suor Loredana Tiraboschi
Superiora Generale