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 “ ... GESÙ VI BENEDICA E VI FACCIA SANTE ... ”
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Giornata della Vita Consacrata   versione testuale
"Con Gesù in mezzo al suo popolo...".

"Dio non inganna, la speranza in Lui non delude. Solo questo renderà feconda la vostra vita e manterrà vivo il vostro cuore. Mettere Gesù là dove deve restare: in mezzo al suo popolo". Papa Francesco ha messo in guardia soprattutto dal sopravvivere. "Un male che si può installare piano piano dentro di noi, in seno alle noste comunità". Ha sottolineato questo atteggiamento di sovravvivenza che ci rende reazionari, paurosi, ci fa rinchiudere lentamente e silenziosamente nelle nostre case e nei nostri schemi".
"Toglie la forza ai nostri carismi perchè ci porta a daddomesticarli, a renderli "a portata di mano" ma privandoli di quella forza creativa che essi inaugurarono, fa sì che vogliamo proteggere spazi, edifici e strutture più che rendere possibili nuovi processi e cammini".
Francesco ha nuovamente invitato i consacrati e le consacrate di tutto il mondo a fidarsi di Gesù, a metterlo al centro della propria vita e della comunità. Metterlo al centro della propria vita e della comunità vuol dire che "tutti siamo consapevoli delle trasformazione multicuturale che stiamo attraversando, nessuno lo mette in dubbio. Da qui l'importanza per il consacrato e la cosacrata di essere inseriti con Gesù nella vita, nel cuore di queste trasformazioni. Essere lievito di questa massa concreta. Il Signore ci ha inviato per lievitare qui e ora, con le sfide che si presentano. Non con atteggiamento difensivo e pauroso, ma con le mani all'aratro cercando di far crescere il grano tante volte in mezzo alla zizzania".
Ha spiegato papa Bergoglio: "mettere Gesù in mezzo al suo popolo significa avere un cuore contemplativo, capace di riconoscere come Dio cammina per le strade delle nostre città, dei nostri paesi, dei nostri quartieri.
Farsi carico e voler aiutare a portare la croce dei nostri fratelli. E' voler toccare le piaghe di Gesù nelle piaghe del mondo, che è ferito e brama e supplica di risuscitare.
Questo deve fornire ai consacrati e alle consacrate la direzione di marcia.
Essi devono mmettresi con Gesù in mezzo al suo popolo. Non come attivisti della fede, ma come uomini e donne continuamente perdonati, uomini e donne uniti nel battesimo per condividere questa unzione e la consolazione di Dio con gli altri.
Sentire la sfida di scoprire e trasmettere la "mistica" di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea stanca un pò caotica che , con il Signore, può trasformarsi in vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pelleggrinaggio".
 
 
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            Papa Francesco

 
 
 
Roma, 02 febbraio 2017