Essere fratelli e sorelle poveri nella minorità!

San Francesco 2009

Sorelle care,

è nella gioia che vogliamo vivere la festa del Serafico Padre in questo anno di grazia, caratterizzato dall’esperienza lieta dell'amore gratuito di Dio.

Un amore da vivere e incarnare nel tempo, certe di poter dedicare energie e fatiche per riscoprire, vivere e trasmettere la bellezza della spiritualità francescana che ci appartiene per grazia dello Spirito, rafforzata dall’aggregazione all’Ordine dei fratelli Cappuccini, di cui celebriamo il centenario. Così vogliamo vivere con slancio sempre nuovo il dono che Francesco ha ricevuto dal Signore: l’essere fratelli e sorelle in minorità.

Se buona cosa è ricordare e fare memoria, occorre anche avere uno sguardo capace di vedere cose nuove con fedeltà creatrice, evitando di ridursi a conversare pigramente su quanto si è fatto. Abbiamo ricevuto un’eredità carismatica preziosa agli occhi di Dio: insieme vogliamo e possiamo preparare il nostro cuore e altri cuori consegnati a Cristo e a Lui consacrati, desiderosi di vivere il carisma nella sua forza originaria, rinunciando a facili accomodamenti, alle mode superficiali e vuote che appartengono alla società in cui tutte noi ci troviamo ad operare. Si tratta di una società spesso priva di senso cristiano, che ricerca comodità, comportamenti frivoli, lontani o contrari alle esigenze della vita consacrata.
Con il Serafico Padre anche noi desideriamo che al Dio uno e unico appartengano il nostro cuore, l’anima e le forze: “Di tutte le cose si faceva una scala per salire ed afferrare Colui che è tutto desiderabile” (FF. 1162).

Questo rapporto personale e totalizzante fa sì che la vita di fede non si fermi all’adempimento di un cumulo di atti religiosi, ma sia un rapporto vivo e personale, un’alleanza sponsale, un’adesione costante al disegno divino. Con Francesco ripetiamo ad ogni istante: Mio Dio mio Tutto.
Per Francesco Dio è sempre al primo posto: anche per noi la scelta di Dio è il compito prioritario in questo tempo storico e sociale dentro al quale ci sentiamo inserite. Francesco ci insegna la passione per Dio e per i fratelli: “La pietà lo elevava a Dio per mezzo della devozione, lo trasformava in Cristo per mezzo della compassione, lo faceva ripiegare verso il prossimo per mezzo della condiscendenza” (FF. 1344).
La preghiera ci aiuti a sentirci sempre messaggere della bellezza del carisma ricevuto e mai padrone della verità. La presunzione o la sfiducia non devono prendere posto nel nostro cuore, perché solo il Signore dispone sia il tempo che la fecondità del nostro operare. Il nostro pregare e il nostro agire siano sempre in sintonia con la bellezza della semplicità, minorità, letizia doni prezioso che il Serafico Padre continua a consegnarci e che Madre Francesca desidera per noi. Uno stile di generosità senza calcoli in piena sintonia con la Chiesa.
Che il Padre ci faccia comprendere la bellezza della preghiera che ha posto nel nostro cuore: Padre, venga il tuo Regno! E’ Regno di giustizia, di amore e di pace, di verità e di vita; è l’umanità trasformata dall’amore in “famiglia di Dio”!

Sì, sorelle, è il Signore che ci chiama a questo con determinazione. Alcuni fatti e situazioni vissuti nell’Istituto in questi ultimi tempi ci conducono ad affidarci sempre di più al Signore . E’ Lui che ci comprende nel profondo, soprattutto quando ci vede “stanche e sfinite”, proprio come coloro che durante il cammino hanno perso l’orientamento, le motivazioni, le energie.
Toccate da questo sguardo e da questa misericordia, potremo cantare le opere mirabili del Padre, ognuna nella propria lingua e, tutte insieme, manifestare la pienezza del Vangelo
nell’amore che ci unisce.
Che la sua Bontà risani ogni nostra stoltezza, individuale e collettiva. Il Padre continui a chiamare per nome ciascuna in ogni ora del tempo che scorre.
“Francesco cercava la salvezza delle anime con pietà appassionata, con zelo e fervida gelosia…quando veniva a sapere che i suoi frati sparsi per il mondo, col profumo soave della loro santità, inducevano molti a tornare sulla retta via, esultava nello spirito e colmava di invidiabili benedizione quei frati” (FF. 1138).

Il Serafico Padre, maestro ed educatore, con la sua vita ci sproni ad essere fedeli alla nostra vocazione
per un futuro di speranza.

Nel ricordare, celebrare e vivere il tempo presente, seguiamo l’esempio di Francesco, vivendo con il Signore, a causa di Lui e in comunione con Lui; seguendo Gesù nel rinnegare noi stesse, nel prendere la croce,
nel perdere la propria vita.
Per tutte e per ciascuna un augurio grande per un cammino di santità. Con Francesco incominciamo ora a “pellegrinare sulla terra spargendovi il seme della salvezza e raccogliendo una messe abbondante
di buoni frutti”
(FF. 1171).

Un fraterno abbraccio

Sr. Carmen Cimarolli
Superiora Generale


"Lavorate per la gloria
di Dio e il bene dei fratelli.
Sarete felici in terra e gloriose in cielo"

Beata Francesca Rubatto